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Base di conoscenza

Salute riproduttiva

Sulla sterilizzazione e la castrazione dei gatti.

1. Ormoni e ciclo riproduttivo dei gatti

Il ciclo riproduttivo dei gatti dipende dalla stagione e dalla quantità di luce. Nell'emisfero settentrionale i gatti sono più attivi in primavera e in estate, quando le giornate sono lunghe. Da ottobre a dicembre inizia un periodo di riposo, l'anestro, in cui il livello degli ormoni sessuali (estrogeni) scende al minimo. Tuttavia nei gatti che vivono in appartamenti con luce artificiale (circa 14 ore di luce al giorno), questo ciclo può continuare tutto l'anno, indipendentemente dalla stagione.

Il ciclo della gatta è composto da diverse fasi, ognuna con i propri ormoni, comportamenti e cambiamenti nell'organismo.

Il proestro (preparazione al calore) dura pochissimo, di solito meno di un giorno: l'organismo inizia a produrre estrogeni, preparandosi a un possibile accoppiamento. La gatta diventa molto affettuosa, si struscia contro gli oggetti, ma non lascia ancora avvicinare i maschi.

L'estro (il calore vero e proprio) è il periodo in cui la gatta è pronta all'accoppiamento. Dura da 2 a 19 giorni (in media circa una settimana). Nelle ovaie maturano gli ovociti, il livello degli ormoni sale molto, per cui cambia il comportamento della gatta: assume una postura particolare (inarca la schiena e sposta la coda di lato), miagola forte, si rotola sul pavimento e mangia meno. I proprietari che non lo hanno mai visto a volte pensano che la gatta sia malata o soffra.

In veterinaria si distinguono anche altre varianti del calore: il «calore intermittente», in cui i segni iniziano, poi si attenuano per un paio di giorni e ritornano (frequente nelle gatte giovani); il calore prolungato, che dura più di una settimana (frequente nelle gatte siamesi), che può essere legato a cisti ormonali sulle ovaie.

Se non avviene la fecondazione, subentra l'interestro (l'intervallo tra un calore e l'altro), che dura circa una settimana: il livello degli ormoni scende, ma subito iniziano a maturare nuovi follicoli, per cui la pausa dura poco e il ciclo estenuante ricomincia.

2. Il mistero dell'ovulazione: come si attiva

Per molto tempo si è ritenuto che le gatte potessero rimanere incinte solo grazie a uno stimolo meccanico durante l'accoppiamento: questo avviene grazie a piccole spine microscopiche presenti sull'organo genitale del maschio, che innescano la reazione nervosa necessaria.

Tuttavia gli studi moderni hanno dimostrato che in più del 30% delle gatte l'ovulazione può avvenire in modo spontaneo, senza alcun intervento del maschio. Questo processo può essere innescato dall'odore di un maschio, dalla presenza vicina di altre gatte in calore o anche semplicemente da una persona che accarezza la gatta sulla schiena e sulla zona lombare.

Il problema principale dell'ovulazione spontanea è che, se la gatta non rimane incinta, l'organismo inizia comunque a prepararsi alla maternità (subentra una gravidanza isterica, che può durare fino a 50 giorni). In questo periodo l'utero è a lungo esposto all'ormone progesterone: questo protegge da nuovi calori, ma aumenta molto il rischio di sviluppare infezioni gravi e cisti uterine.

La gravidanza nelle gatte dura circa due mesi (in media 65-66 giorni). Il parto vero e proprio dura dalle 4 alle 42 ore. Le gatte sono molto prolifiche: in una cucciolata nascono di solito da 1 a 5 gattini, e la probabilità di rimanere incinta dopo l'accoppiamento è molto alta, quasi il 74%.

3. L'apparato riproduttivo dei gatti maschi

Perché la popolazione cresca così rapidamente, anche i maschi devono essere attivi. La maturità sessuale nei maschi è accompagnata da un aumento del testosterone, per cui sull'organo genitale compaiono proprio quelle piccole spine che stimolano la gatta.

I veterinari consigliano di non far riprodurre i maschi prima che compiano un anno di età, affinché il loro organismo sia completamente maturo e lo sperma sia di buona qualità. Le capacità riproduttive dei maschi si mantengono fino a 10-12 anni, anche se con l'età la qualità del liquido seminale diminuisce.

Se il maschio è sterile o ha problemi di salute, l'accoppiamento provoca comunque l'ovulazione nella gatta, ma la gravidanza non si verifica: per questo la gatta soffre di una gravidanza isterica, e il rischio di malattie uterine aumenta. Inoltre i maschi non castrati spesso marcano il territorio, sono aggressivi verso altri animali e richiedono l'isolamento.

4. Come cresce la popolazione: verità e miti

Intorno alla riproduzione dei gatti circolano molti miti. Il più noto è la leggenda secondo cui una coppia di gatti e la loro discendenza sarebbero in grado di produrre 420.000 gattini in appena 7 anni. In pratica questo numero è impossibile, perché presuppone condizioni ideali: la sopravvivenza del 100% di tutti i gattini, la loro immediata maturazione e l'assenza di malattie e di vecchiaia. Se le leggi biologiche funzionassero in modo così perfetto, in una sola città in 10 anni nascerebbero 76 miliardi di gatti.

I calcoli reali degli scienziati tengono conto dell'alta mortalità in strada: circa il 75% dei gattini randagi muore nei primi mesi di vita a causa di infezioni, parassiti, fame e incidenti stradali. Tenendo conto di questa statistica severa, una coppia di gatti e la loro discendenza in 7 anni producono un numero molto più basso, ma comunque preoccupante: circa 100 individui.

I moderni modelli computazionali aiutano a calcolare esattamente come cresce la popolazione e come la sterilizzazione la influenza. Se in un gruppo chiuso di 50 gatti non si adotta alcuna misura, in 10 anni nasceranno e moriranno per le difficoltà della vita circa 1000 gattini. La modellazione mostra che la semplice cattura e soppressione non funziona in modo efficace quanto la sterilizzazione di massa (programmi CSR: Cattura — Sterilizzazione — Rilascio). Quando il livello di sterilizzazione raggiunge la soglia necessaria, il numero di nuovi gattini scende a zero, la popolazione si stabilizza e poi inizia a diminuire.

5. I benefici della sterilizzazione per la salute e la longevità dei gatti

La sterilizzazione non risolve solo il problema degli animali randagi, ma protegge anche la salute del singolo animale domestico. Ampi studi medici mostrano che i gatti maschi castrati vivono in media il 62% più a lungo di quelli non castrati, e le femmine sterilizzate il 39% più a lungo di quelle non sterilizzate. Questa differenza si spiega facilmente: gli animali castrati scappano meno spesso di casa, non partecipano a risse in strada (e quindi non si contagiano con virus pericolosi come l'immunodeficienza o la leucemia) e non sono soggetti a malattie dell'apparato riproduttivo.

La piometra (infiammazione purulenta dell'utero) è una malattia potenzialmente mortale, in cui l'utero si riempie di pus. Un tempo si pensava che ne soffrissero solo le cagne, ma anche le gatte ne sono colpite non meno frequentemente, soprattutto in età media e avanzata (in media intorno ai 7,5 anni). La malattia si sviluppa a causa degli ormoni: le ripetute gravidanze isteriche fanno ispessire la mucosa uterina e le fanno produrre molte secrezioni, mentre l'immunità locale si abbassa e i batteri (spesso l'Escherichia coli) penetrano facilmente all'interno. I sintomi nelle gatte sono spesso nascosti: le perdite dalla vulva non sempre si notano, perché le gatte sono molto pulite; l'animale diventa invece apatico, rifiuta il cibo e può vomitare. Il principale trattamento è l'intervento chirurgico urgente per rimuovere utero e ovaie; se si rimanda, può insorgere una sepsi. La normale sterilizzazione programmata esclude completamente il rischio di sviluppare questa malattia.

I tumori delle ghiandole mammarie sono la terza neoplasia più frequente nei gatti. A differenza dei cani, nei quali metà dei tumori sono benigni, nei gatti oltre il 90% di queste neoplasie è maligno, cresce molto rapidamente e dà metastasi ai polmoni. Il principale fattore che stimola la crescita di questi tumori sono gli ormoni sessuali durante i calori, per cui la migliore prevenzione è una sterilizzazione effettuata per tempo.

Sulla base di queste statistiche, le organizzazioni veterinarie di tutto il mondo hanno lanciato la campagna «Fix by Five» («Sterilizza entro i 5 mesi»): si raccomanda di eseguire l'intervento programmato sui gattini rigorosamente prima che compiano 5 mesi. I miti secondo cui la sterilizzazione precoce danneggerebbe la crescita o restringerebbe l'uretra nei maschi sono stati smentiti da tempo dalla scienza: l'intervento in età precoce viene tollerato molto meglio, gli animali si riprendono più rapidamente dall'anestesia, e i rifugi smettono di riempirsi di gattini indesiderati.

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